Omelia del Patriarca per la Pentecoste PDF הדפסה שליחה
Tuesday, 13 May 2008

Buona festa di Pentecoste. Che lo Spirito di Dio ri riempia in questo giorno e rinnovi la nostra fede nel Cristo risorto.
In questo luogo, gli apostoli, riuniti con Maria, madre di Gesú, attesero che la promessa di Gesú si avverasse: “Io vi invieró lo Spirito Consolatore, lui vi insegnerá e ricorderá tutto ció che vi ho detto”. Con Maria, gli apostoli pregavano separati dalla loro societá, lontani da tutti. Avevano paura, sisentivano deboli, ma non abbandonati. Credevano in Dio e nella promessa del Signore.

In questo stesso luogo oggi noi preghiamo. Noi crediamo in Dio, crediamo nel Signore Resuscitato, crediamo nello Spirito Santo. Come gli apostoli crediamo e sappiamo che non siamo abbandonati. Allo stesso modo, abbiamo paura, paure diverse e diversi pregiudizi sui nostri rapporti interpersonali. Paura nelle nostre due diverse societá. Pregiudizi tra le nostre fedi. Eppure preghiame e ci poniamo di fronte a Dio. Rimaniamo in compagnia di tutti i membri delle nostre due societá e con tutti i credenti di tutte le religioni.
Anche noi, oggi e sempre, attendiamo che lo Spirito che viene rianimi la nostra fede e ci riempa del suo amore per gli altri. Le paure, i pregiudizi le reazioni che sono nei nostri cuori siano rimpiazzati dall’amicizia, l’amore e quei doni che lo Spirito del Signore Risorto ha messo nei nostri cuori.

Quel giorno, la Chiesa di Gerusalemme nacque, e con ella, la Chiesa del mondo intero. In questo girono di Pentecoste lo Spirito ci invita a ricordarci che egli abita in noi, che noi siamo la dimora, il Tempio di Dio, come ci dice san Paolo. Tutti noi siamo chiamati a questo: essere dimora e Tempio di Dio. Gli abitanti di Gerusalemme, di tutta la Terra Santa, i due popoli e le tre religioni.

Lo Spirito é in noi, Spirito di veritá, d’amore e unitá. Egli ci ricorda che la Chiesa “sia una”, che ogni Chiesa abbandoni l’essere una semplice comunitá umana, che noi possiamo superare le barriere umane che ci impediscono di essere Chiesa e vera dimora dello Spirito. La Pentecoste ci obbliga ad agire e pregare per l’unitá. Se é vero che noi apparteniamo a diverse culture e parliamo lingue diverse, é anche vero che siamo abitati dallo stesso Spirito.
Lo Spirito di Dio é in noi per insegnarci a stimare tutti i credenti di tutte le religioni e ad adorare il mistero di Dio che dona la sua Grazia a tutti. Ciascuno faccia fruttificre il talento che il Signore ha voluto donargli, faccia delle propria fede in Dio il cammino che lo porta a incontrare ed amare il suo fratello e sua sorella, che sono anch’essi in cammino verso Dio.
Lo Spirito di Dio é in noi, per riempire il cuore di tutti gli abitanti di questa Terra della sua pace, terra santa, dimora del Dio Altissimo, e sempre alla ricerca della pace, cioé di Dio, perché Dio é la pace. Dobbiamo vedere Dio, colui che nessuno ha mai visto se non il Figlio, che ce lo ha rivelato. Attraverso Gesú, Verbo eterno di Dio, noi siamo stati resi capaci di conoscere Dio, noi siamo dunque capaci della pace.
Il paese di Israele celebra in questi giorni 60 anni di indipedenza, e attende ancora la pace. La Palestina commemora invece una catastrofe, e attende ancora la pace. L’attesa é la stessa. La stessa speranza abita nei cuori. Il Presidente Peres, nel suo discorso del giorno dell’indipendenza ha parlato “della persona umana creata a immagine di Dio”, di tute le persone umane, israeliane o palestinesi. Rendiamo grazie a Dio per questa visione che egli ha come capo di stato di una nazione in conflitto. Preghiamo perché questa visione riempia i cuori di tutte i responsabili dei due popoli.

Il giorno della Pentecoste, nel proclamare la Ressurezione, Pietro ricorda la profezia di Gioele: “E verrá negli ultimi giorni che io spargeró il mio Spirito su tutti. Allora i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno”. Profetizzare vuol dire ascoltare la Parola del Signore, e camminare nelle sue vie; e restare nell’ascolto del Signore. Le Chiese che sono in Gerusalemme, i due popoli di questa terra, hanno bisogno di mettersi all’ascolto dello Spirito di Dio. Dio mai abbandona l’uomo ad un destino cieco, e questo paese sembra essere abbandonato nelle mani di uomini che non sembrabo cogliere il bisogno di pace. Le Chiese, radicate dai tempi delle origini, hanno bisogno dello Spirito che rinnovi la loro vita, ceh guarisca e purifichi e riempa le Chiese e i paesi della vita di Dio.
Per questo noi preghiamo, per le Chiese per i popoli, affinché in questo giorno di Pentecoste, alla presenza dello Spirito tra le persone, si possa guarire da tutte le ferite e ridonare a tutti la capacitá di vedere Dio.
Voi, cari giovani, che oggi riceverete il sacramento della Cresima, diventerete presto portatori dello Spirito. Per voi stessi, per le vostre famiglie, e per tutti i paesi dove vi troverete a vivere. Accogliete lo Spirito in voi, accogliete la vostra stessa fede e sappiate che sempre lo Spirito cammina con voi e vi sostiene nella vostra giovinezza e nella formazione che state ricevendo per preparare il vostro avvenire. La Vergine Maria, che era presente qui con gli apostoli il giorno di Pentecoste, vi protegga e vi accompagni.

                                                                + Michel Sabbah, Patriarca

Gerusalemme,
Domenica di Pentecoste, 11 Maggio 2008

 
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