Intervista al Patriarca Sabah PDF הדפסה שליחה
Thursday, 17 April 2008

Intervista con Sua Beatitudine Michele Sabah, Patriarca Latino di Gerusalemme

Il nuovo sito dell’Assemblea degli Ordinari della Terra Santa è diventato una realtà. Quale ruolo potrà avere?
       Il sito è importante perchè è stato pensato per riflettere la molteplicità della Terra Santa. Una Terra che appartiene ai suoi abitanti, ma anche una Terra dove ogni cristiano è nato. L’informazione dalla Terra Santa

 è importante per ogni cristiano. Un centro di informazione di questo tipo si rivolge ai fedeli di tutto il mondo affinché possano essere sempre legati e presenti in tutti gli eventi che hanno luogo qui, in Terra Santa. Tocca quindi al Centro di perseverare nel dare le notizie che possano spiegare la vita della comunità cristiana locale, dalle liturgie alle festività, dalla vita parrocchiale a quella delle piccole comunità cristiane sparse sul territorio.

La Chiesa di Terra Santa è ricca di manifestazioni e di riti poco conosciuti altrove. Come si pu? incoraggiare la Chiesa universale ad essere attenta a questa realtà?
       Penso che sia sufficiente dare le notizie di tutte le Chiese che hanno una presenza su questa Terra. Qui sono rappresentate Chiese, sei cattoliche, cinque ortodosse  - tra cui greci, siriani ed etiopici -, e poi le Chiese protestanti (anglicani e luterani). ? una realtà variegata, complessa, ma anche aperta al dialogo, all’amicizia. Negli incontri che abbiamo durante l’anno, c’è sempre questo aspetto di fraternità. ? importante che questo aspetto positivo venga conosciuto, che si colga il sentimento di fraternità che ci lega alle altre Chiese.

Il Patriarcato copre una vasta area, come si riesce a lavorare su fronti cos? disparati?
       L’isola di Cipro è una realtà particolare. Si tratta di un’isola greca dove la comunità cattolica locale non raggiunge le mille persone. Esiste per? un gruppo piu largo, circa 15.000 persone, formato soprattutto da anziani che si sono trasferiti a Cipro per passarvi gli ultimi anni della loro vita. Ci sono anche molti turisti.
       In Israele, Palestina e Giordania, invece, si ha una sola cultura, quella araba. La comunit? di espressione ebraica é piccola, ma immersa in una societ? israeliana, prevalentemente ebraica.

Lei ha spesso sottolineato come la comunità locale abbia una sua vocazione specifica. Come pu? la Chiesa universale aiutare la comunità locale?
       Dio aiuta la crescita della fede nella comunità. La Chiesa, la comunità dei fedeli, deve essere sempre più cosciente della propria vocazione.I fedeli devono accettare la fede, e ci? che comporta, per dare una testimonianza di cristiani in Terra Santa. La Chiesa Universale – con la sua sollecitudine - pu? aiutarci, ma non pu? sostituire il cammino della comunit? locale. Riceviamo spesso attestati delle vicinanza di altre comunit?, della preghiera per noi e il nostro ministero in questa terra. Non vi é nulla per? che possa sostituire la continua riscoperta della vocazione cristiana da parte della comunit? che vive in Terra Santa

Come può il centro di comunicazione aiutare le chiese a lavorare insieme, ad avere programmi comuni?
       Questo centro dipende dalle Chiese, spetta a chi lo anima di dare voce a tutte le espressioni di fede della Terra Santa. Attraverso la comunicazione della nostra vita arriveremo ad avere una comunione più profonda tra di noi e con gli altri. Il centro di comunicazioni potrà dunque diventare un luogo di incontro virtuale dove crescere in comunione e rispetto reciproco.

 

 
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